Invalidità-Vecchiaia-Superstiti

L'ASSICURAZIONE "INVALIDITA'-VECCHIAIA-SUPERSTITI"

Il lavoratore contribuisce a questa assicurazione con la contribuzione pari al 6,75 % dello stipendio lordo NEI LIMITI DEL cosiddetto "PLAFOND" (o tetto) della "Sécurité Sociale" che, dal 1° gennaio 2014, è di 3.129 euro mensili).

E' importante sottolineare che nessun contributo per la pensione « legale » (erogata dalle Casse della « Sécurité Sociale ») è versato per la parte di stipendio superiore a detto "plafond".

La contribuzione dà diritto all'accredito di TRIMESTRI.

Attenzione: la Francia accredita i trimestri sulla base dell'importo del salario lordo e non sulla base del periodo esatto di lavoro (principio del : "tanti euro = tanti trimestri").

NOVITA’ 2014: Dal 1° gennaio 2014 è entrata in vigore una modifica importante nel calcolo di questo accredito.

Fino al 31 dicembre 2013 veniva accreditato un trimestre se nel corso dell’anno si era percepito uno stipendio lordo globale di almeno 200 volte lo stipendio orario minimo legale in Francia (il cosiddetto “SMIC”)

A decorrere dal 1° gennaio 2014 viene accreditato un trimestre di contribuzione se nel corso dell’anno si è percepito uno stipendio lordo globale di 150 volte lo “SMIC” e cioè 1.430 euro.

In altri termini anche chi avesse lavorato un solo mese o anche per vari periodi brevi nel corso dell’anno, ma avesse guadagnato globalmente tale importo minimo, si vedrà accreditare un trimestre completo.

D’altra parte se nel corso di un anno non si è raggiunto globalmente un importo di salario lordo di 1.430 €, non si avrà diritto all’accredito di nessun trimestre.

LA PENSIONE DI INVALIDITA'

Interessa i lavoratori dipendenti AL DI SOTTO DEI 60 ANNI (o dell’età pensionabile francese secondo le ultime riforme), che abbiano la capacità di lavoro ridotta di almeno due terzi (66 %).

La pensione di invalidità (che, per i dipendenti dell’industria e del commercio è di competenza delle Casse « primarie » di assicurazione malattia - C.P.A.M.) viene erogata fino all'età di 60 anni. A 60 anni verrà erogata la pensione di vecchiaia, anticipata per ragioni di « inaptitude » (incapacità di lavoro), di competenza delle Casse « regionali » (CARSAT ex-CRAM, CNAV…).

Nota per le pensioni di invalidità in regime di convenzione Francia-Italia

Il Regolamento Europeo 883/04 nell’Allegato VII stipula la concordanza tra Francia e Italia per i criteri medici di riconoscimento dello stato di invalidità. In altri termini, se il medico della Sicurezza Sociale francese riconosce a un assicurato, residente in Francia e avente un eventuale diritto amministrativo ad un pro-rata di pensione a carico dell’Italia, uno stato di invalidità con un’incapacità del 66%, anche il medico dell’INPS deve accettare questa percentuale. E viceversa.

PER SAPERNE DI PIU’ : www.cnamts.fr/ass/inv/sominv/htm

 

 

LA PENSIONE DI VECCHIAIA

Il sistema pensionistico francese è stato oggetto di un’importante riforma adottata dal Parlamento francese con la legge n° 2010-1330 del 9.11.2010 (riforma “Sarkozy”)

Tale riforma è stata a sua volta “riformata” dal nuovo Governo francese (riforma “Hollande”) con l’introduzione della nuova possibilità di ottenere una pensione a partire da 60 anni in certi casi.

Le principali linee della riforma del 2012 ( “Sarkozy”) comportano:

  • il prolungamento della durata di assicurazione richiesta al fine della maturazione del diritto ad una pensione calcolata “pienamente”, senza penalità (“a tasso pieno”);
  • l’innalzamento progressivo dell’età pensionabile per la maturazione del diritto a pensione e del calcolo “a tasso pieno”. Per il dettaglio di questo punto della riforma si veda più sotto il capitolo concernente l’età. Comunque sostanzialmente:
    • se per coloro che sono nati prima del 1° luglio 1951 l’età pensionabile è di 65 anni, con possibilità di pensione anticipata a partire dai 60 anni,
    • per coloro che sono nati a partire dal 1° luglio 1951 tale età sarà portata progressivamente a 67 anni con possibilità di pensione anticipata a partire dai 62 anni.
  • deroghe concernenti l’età pensionabile per chi ha effettuato lavori usuranti o per particolari situazioni familiari;
  • il mantenimento del dispositivo del pensionamento anticipato per carriere di lavoro particolarmente lunghe o per handicap.

Per l’applicazione progressiva della riforma, la data di nascita del lavoratore pensionando, specialmente per coloro che sono nati prima del 1955, assume un’importanza particolare.

La nuova riforma “HOLLANDE”: la pensione a 60 anni

Pur mantenendo la possibilità, prevista dalla riforma del 2010, di andare in pensione prima dei 60 anni, la grande novità dell’ultima riforma (Decreto 2012-847 del 2.7.2012) consiste nella possibilità di partire nuovamente in pensione all’età di 60 anni, a certe condizioni.

Questa nuova riforma concerne tutti i lavoratori, dipendenti del settore privato e pubblico, lavoratori autonomi, dipendenti dei cosiddetti Regimi Speciali (eccetto quelli delle ferrovie francesi SNCF) nati a partire dal 1952.

La riforma è entrata in vigore con il 1° novembre 2012.

La possibilità di partire in pensione a 60 anni dipenderà:

  • dall’inizio dell’attività lavorativa
  • dalla durata della contribuzione, che è la stessa prevista dalla riforma del 2010 e che dipende dall’età del lavoratore.

LA PENSIONE DI RIVERSIBILITA'

Per i decessi sopravvenuti fino al 31 dicembre 2008

Per richiedere una pensione di riversibilità c’era un requisito di età, che una riforma delle pensioni ai superstiti del 2004 progressivamente intendeva dapprima abbassare e in definitiva eliminare, come è il caso per esempio per l’Italia.

  • Fino al 30 giugno 2005 la pensione di riversibilità spettava dunque alla vedova o al vedovo solo all’età di 55 anni,
  • dal 1° luglio 2005 la si poteva richiedere all’età di 52 anni,
  • dal 1° luglio 2007 e per i decessi sopravvenuti fino al 31.12.2008, si poteva richiedere la pensione di riversibilità all’età di 51 anni
  • dal 1° gennaio 2009, secondo la riforma del 2004, si sarebbe dovuto poter richiedere la pensione di riversibilità all’età di 50 anni e dal 1° gennaio 2011, senza nessun requisito di età. Ma un provvedimento totalmente inatteso aveva bloccato questo processo di progressiva eliminazione dei requisiti di età per il coniuge superstite.

Per i decessi sopravvenuti dal 1° gennaio 2009 in poi

si è ritornati al requisito di età in vigore fino al 30 giugno 2005 e cioè il coniuge superstite può richiedere una pensione di riversibilità solo se ha almeno 55 anni di età.

La pensione di « vedovo o vedova invalidi »

In ogni caso si potrà comunque sempre richiedere una pensione ai superstiti prima dei limiti di età previsti qualora il vedovo o la vedova siano riconosciuto invalidi, con gli stessi criteri medici richiesti per la pensione di invalidità.

In questo caso si chiama « pensione di vedovo invalido o vedova invalida » (« pension de veuf ou de veuve invalide ») e viene erogata dalle Casse competenti per le pensioni di invalidità.

NB. Per il Regime Generale dei lavoratori dipendenti queste Casse si chiamano « Caisses Primaires Assurance Maladie » C.P.A.M.

Non bisogna confondere queste Casse « CPAM » con le Casse Regionali dette ora CARSAT (ex – CRAM), competenti per tutte le pensioni di vecchiaia e le pensioni di riversibilità propriamente dette : non è raro infatti che alcuni Enti, come per esempio l’INPS italiano, effettuino talora il collegamento previsto dai Regolamenti Europei con una Cassa francese sbagliata, con innegabile ritardo pregiudizievole per i diritti dei lavoratori o degli aventi diritto…

Nota sull’Assegno vedovile (« Allocation veuvage »)

Esisteva ed esiste tuttora un « Assegno vedovile » per i coniugi superstiti, residenti in Francia, in un Paese dello Spazio Economico Europeo o Svizzera, i quali:

  • non hanno ancora l’età richiesta per la pensione di riversibilità
  • e non sono riconosciuti invalidi.

Lo scopo di questo « Assegno » è di consentire al coniuge superstite di far fronte alle difficoltà finanziarie collegate allo stato vedovile e di preparare eventualmente un inserimento nel mondo del lavoro.

Tale « Allocation veuvage » è concessa su domanda, che deve essere presentata entro due anni dal 1° giorno del mese del decesso, dopo di che non sarà più accettata.

Se viene presentata nei 12 mesi successivi al decesso avrà come decorrenza il 1° giorno del mese del decesso, altrimenti il 1° giorno del mese della domanda.

Questa « Allocation veuvage » è erogata per una durata di due anni.

Il lavoratore deceduto deve aver contribuito all’assicurazione vecchiaia almeno per una durata di 3 mesi nell’anno precedente il decesso, o a certe condizioni essere stato pensionato o invalido o disoccupato.

Il richiedente deve avere un’età inferiore a quella prevista per la pensione di riversibilità, non essersi risposato, né divorziato, né convivere al momento della domanda.

L’Assegno vedovile è inoltre sottoposto a condizioni reddituali : dal 1.4.2013 i redditi del richiedente non devono superare i 2.257,95 al trimestre.

A titolo indicativo, l’importo mensile dell’Assegno è, dal 1.4.2013, di € 602,12 ed è cumulabile, a certe condizioni e per una durata di 12 mesi, con un reddito da lavoro.

Questo Assegno era destinato a sparire progressivamente, secondo la riforma del 2004, che prevedeva l’eliminazione dei requisiti di età per i coniugi superstiti.

Ma siccome la riforma è stata bloccata (vedi pagina 21) questo Assegno Vedovile continua ad esistere.

L'IMPORTO DELLA PENSIONE DI RIVERSIBILITA’

La pensione di riversibilità è pari al 54 % dell'importo della pensione percepita, o che avrebbe percepito il coniuge deceduto.

REQUISITI REDDITUALI

La pensione di riversibilità francese a carico delle Casse di sicurezza sociale (CNAV, CARSAT, MSA...) non è un diritto assoluto.

Tutti i requisiti precedenti alla riforma del 2004 sono stati eliminati: ora infatti è possibile contrarre nuovo matrimonio senza perdere il diritto a pensione di riversibilità.

Non vi sono più né il requisito di durata del matrimonio né le vecchie regole anti-cumulo tra pensione personale e pensione di riversibilità.

Rimane però come unica condizione il requisito reddituale.

Questo requisito è stato stabilito secondo il Decreto Ministeriale del 30 dicembre 2004.

I redditi del coniuge superstite non devono superare i 19.822,40 euro annui e cioè 1.651,86 euro mensili per una persona sola (importo in vigore dal 1° gennaio 2014).

Se il coniuge superstite contrae nuovo matrimonio, o convive (concubinato o contratto francese PACS) tutti i redditi della coppia entrano in gioco e non devono essere superiori a 31.715,96 € annui e cioè 2.642,98 mensili.

TUTTI I REDDITI sono presi in conto eccetto:

  • i redditi derivanti da beni mobili e immobili acquisiti col decesso del coniuge deceduto o a causa di questo decesso,
  • i redditi provenienti da lavoro o sostitutivi del lavoro dell’assicurato deceduto.

Inoltre, benchè presi in conto, i redditi da lavoro del coniuge superstite saranno oggetto di una detrazione del 30% a partire dai 55 anni di età.

La pensione di riversibilità subirà un accertamento reddituale ogni anno fino a quando il coniuge superstite non avrà la sua pensione personale.

N.B. In caso di domanda respinta per motivi di reddito, la decisione non è definitiva. Se i redditi venissero a diminuire, si potrà presentare una nuova domanda di pensione di riversibilità.

Pagamento della pensione di riversibilità

Come per la pensione di vecchiaia, il pagamento della pensione di riversibilità delle Casse di sicurezza sociale (CARSAT, CNAV, MSA...) è mensile e posticipato, cioè la pensione di gennaio viene pagata verso la metà di febbraio e via di seguito.

Se il o la titolare della pensione di riversibilità usufruisce anche di una pensione personale, il pagamento è unico e cumulato.

PER SAPERNE DI PIU’ :

www.retraite.cnav.fr

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